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TRANSEUROPA. UN CONTINENTE IN PRIMA PAGINA



[21 giu 08]
Le conseguenze del no irlandese non si sono fatte attendere e i capi di Stato e di governo europei riuniti a Bruxelles hanno cominciato a fare i conti con un futuro incerto. Sono dunque i punti interrogativi che prevalgono in questo momento e l’Unione reagisce come ha sempre fatto quando un ostacolo si è frapposto sul suo cammino: prende tempo. L’allargamento vissuto è stato un passo storico e importante, e forse è inevitabile che la ricerca di nuovi meccanismi richieda tempi assai più lunghi di quelli previsti. Tuttavia, la bocciatura degli irlandesi (dopo quella du tre anni fa di francesi e olandesi) pone domande a cui non sarà semplice rispondere.

L’Europa dei capitalismi contro?
Dublino o non Dublino, l’Economist ne ha fatto una battaglia fin dal principio. L’Europa non ha bisogno di una costituzione. E neppure di un trattato. Il settimanale economico britannico ha così interpretato l’opposizione di gran parte del mondo anglosassone (classi dirigenti e opinione pubblica) verso il processo di istituzionalizzazione che trova nel cuore antico del continente il suo motore: nel triangolo Berlino-Parigi-Bruxelles. Ai tempi della costituzione, l’Economist pubblicò in copertina un cestino della spazzatura con il titolo: ecco il posto giusto per la costituzione europea. Ora che gli irlandesi hanno rimesso in discussione anche il più modesto trattato, il messaggio non è meno impietoso: seppellitelo e basta. Sarà dunque un braccio di ferro fra Gran Bretagna e Germania, quello che ci attende nei prossimi mesi sullo scenario europeo? Difficile pronosticarlo, se è vero che dopo il no irlandese è giunta la ratifica del parlamento inglese (qui dal Times). La distinzione pare essere piuttosto un’altra e passa tra i paesi che hanno affidato la ratifica ai parlamenti e quelli che hanno (o avevano) dato la parola direttamente ai cittadini. Una questione che mette in discussione il deficit di democrazia dell’Unione, la distanza percepita dai cittadini, il mancato coinvolgimento nei temi europei, probabilmente una certa stanchezza e disillusione verso le conquiste – notevoli – del processo di integrazione. Non solo un problema di comunicazione (qui da Die Zeit), probabilmente un vero e proprio rigetto verso un’eurocrazia percepita come casta. E tuttavia, forse il cuore dello scontro fra due mondi sociali ed economici – quello anglosassone e quello continentale, sedici anni fa analizzato da Michel Albert nel celebre saggio “Capitalismo contro capitalismo” sul confronto fra modello anglosassone e renano (qui l’edizione inglese ancora acquistabile su Amazon, in Italia fu pubblicato dal Mulino nel 1991) – è nei commenti di Samuel Brittan sul Financial Times, “Perché gli irlandesi sono nel giusto”, e di Joschka Fischer su Die Zeit, “Miseria d’Europa”, che replica proprio alle posizioni espresse dal quotidiano finanziario britannico.

L’asse Berlino-Parigi salverà il trattato?
Di grande interesse, per chi padroneggia la lingua tedesca gli speciali sulla crisi europea della stessa Zeit e quello dello Spiegel nella nuova sezione Spiegel Wissen. O per chi si raccapezza meglio col francese il dossier di Le Monde. Tornando in Germania, la Frankfurter Allgemeine descrive la posizione di Berlino contraria all’idea di Europa a due velocità, mentre lo slittamento della questione irlandese a ottobre chiama in causa Parigi, che dal prossimo luglio assumerà la presidenza di turno dell’Unione Europea (qui lo speciale di European Voice). Per la Bbc Sarkozy ammonisce: senza trattato si blocca ogni ulteriore allargamento. In primo piano la questione dei Balcani occidentali, con l’adesione della Croazia innanzitutto: l’Italia, geograficamente interessata agli sviluppi dell’area balcanica, drizzi le orecchie. Le Figaro  descrive gli sforzi del presidente francese per allentare le tensioni dei paesi centroeuropei: in vista il compromesso con la Repubblica Ceca, le cui preoccupazioni descrive Cafébabel. Basterà tutto questo a salvare il trattato?

TransEuropa Express, un Continente da scoprire.
Una volta era l’Interrail, il mitico blocchetto ferroviario sul quale stampare come in un passaporto un itinerario di viaggio europeo lungo un mese. Oggi esiste ancora ma le modalità di utilizzo sono cambiate (e rincarate). In aggiunta le compagnie low cost hanno dato a molti la possibilità di viaggiare in tutta Europa a poco prezzo (anche se con l’aumento del prezzo del combustibile, l’era del low cost potrebbe essere già finita). Arriva l’estate e i giovani europei si mettono in viaggio, seguendo il ritmo delle ferie che variano da nord a sud del Continente. Qui vi offriamo alcuni spunti dalle sezioni dedicate ai viaggi di quotidiani e magazine, con la promessa che fino alla pausa estiva il capitolo sui viaggi sarà una presenza fissa in questa rubrica. Il Guardian ci guida nella selva infinita dei festival musicali all’aperto, da Glastonbury in Gran Bretagna a Sziget sul Danubio, passando per proposte che vi condurranno in Scandinavia, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Belgio, Olanda e Spagna. Il Telegraph ci porta in Norvegia, a Stavanger, la quarta città più grande del Paese per una vacanza ecologica: approfittatene per scoprire il motivo per cui quest’anno divide con la più blasonata Liverpool il ruolo di capitale europea della cultura. Qui, comunque, i due siti ufficiali: Liverpool e Stavanger. Il settimanale francese Courrier International si affida a uno scrittore d’eccezione, Arturo Pérez-Reverte, per un percorso storico nella Madrid del 1808 lungo strade e piazze del Dos de Mayo, quando i francesi occuparono la città provocando la ribellione dei madrileni: esattamente duecento anni fa. Viaggio sui sentieri della nostalgia, in carrozza come ai tempi di Wolfgang Goethe: grazie al Rheinischer Merkur siamo in Oberschwaben, lungo il percorso postale da Isny a Ochsenhausen in Baden-Württemberg. E una carrozza postale tirata dai cavalli è quella che vi farà sobbalzare sull’antico sentiero sterrato. Se preferite vita e musica, Le Monde vi trascina nelle sfrenate notti balcaniche di Belgrado, da tempo divenuta la capitale dell’Europa meridionale più ambita dai giovani. E se vi serve un ostello, date un’occhiata a questo suggerimento della tv serba B92: non è necessario spendere una fortuna per dormire bene. In Inghilterra esce il film sul poeta Dylan Thomas e il Times ci invita al tour nella terra natìa, in Galles tra Swansea e Laugharne. Buon viaggio.


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