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Filarmonica e falsi allarmi, il martedì nero di Berlino
dal nostro corrispondente da Berlino PIERLUIGI MENNITTI

[21 mag 08] Ci sono giornate che nascono segnate. Berlino ha vissuto ieri il suo martedì nero. Iniziato al mattino con l’allarme (poi risultato falso) in una scuola di Kreuzberg, dove una telefonata anonima annunciava la presenza negli edifici di un uomo armato. E proseguita nel pomeriggio con l’incendio, questa volta vero, della Filarmonica, una delle meraviglie architettoniche della città. Un tempio della cultura berlinese e mondiale, costruito fra il 1960 e il 1963 su progetto dell’architetto Hans Scharoun ai margini di un’area semi-desertica a ridosso del confine fra le due Berlino. L’edificio, dalla caratteristica forma pentagonale, ospita la famosa orchestra sinfonica dei Berliner Philarmoniker. Fu laboratorio artistico di Herbert von Karajan, Claudio Abbado e lo è oggi di Sir Simon Rattle. Per alcune ore si è temuto che seguisse la sorte della Fenice di Venezia o del Petruzzelli di Bari. Dunque, cominciamo da qui.

Sono da poco passate le due del pomeriggio, quando alcuni passanti e abitanti della zona del Kulturforum (alle spalle della nuova Potsdamer Platz e del Sony Center) avvertono odore di bruciato provenire dal palazzo giallo della Filarmonica. All’interno, nel Foyer, è in svolgimento il Lunchkonzert dell’Armida Quartett, tradizionale appuntamento concertistico di mezza giornata in una città affamata di musica classica. In contemporanea, in un’altra sala, le prove proprio del maestro Claudio Abbado che venerdì prossimo dirigerà i Berliner Philarmoniker. L’odore è sempre più penetrante. Ma non si vedono fiamme. Di colpo, invece, dal tetto dello stabile esce un denso fumo sporco.

L’incendio sembra essersi sviluppato infatti sotto al tetto, in corrispondenza della Konzertsaal, la sala principale (la seconda è la Kammersaal destinata ai concerti da camera e aggiunta nel 1987). Erano in corso lavori di saldatura ed è assai probabile che una scintilla abbia scatenato le fiamme. Le cronache raccontano con qualche orgoglio il tempestivo intervento dei mezzi di soccorso, trenta camionette e 170 pompieri e, con accenni eroici, i loro tentativi di domare le fiamme, spegnere l’incendio e salvare le sale del prezioso palazzo. Tra le scene osservate, quella dei musicisti che uscivano rapidamente dalla Filarmonica con i loro strumenti in mano è stata certamente la più commovente. “Non avete idea di quello che costa questo violoncello – diceva incredulo uno di loro ai microfoni – sarebbe stata una tragedia se tutto fosse andato in fumo”.

A tarda serata, l’incendio non era stato tuttavia ancora domato e dal tetto della Filarmonica il fumo usciva ancora in quantità. “Stiamo cercando di operare dall’esterno – ha detto il responsabile dei pompieri – perché dall’interno non si riesce ad arrivare”. Le sale sono salve, bisognerà attendere però lo spegnimento dell’incendio per capire i danni provocati al tetto e stabilire se sarà possibile proseguire la stagione concertistica. Il maggio berlinese è piuttosto intenso e nei prossimi giorni sono in cartellone appuntamenti prestigiosi.

Proprio quando le fiamme si sprigionavano al Kulturforum, si allentava l’allarme a Kreuzberg nell’istituto professionale Oberstufen Zentrum Handeln che con i suoi 6mila studenti e 260 insegnanti è la scuola più grande della capitale. Il commando speciale della polizia, intervenuto con 100 uomini dopo una segnalazione anonima, ha perquisito per ore i vari edifici che costituiscono il complesso ma alla fine non ha trovato traccia dell’uomo armato. Studenti e insegnanti, evacuati al più presto dalla scuola, hanno confermato di aver visto un uomo aggirarsi nei corridoi con le armi. Ma comincia anche a prendere piede l’ipotesi che si sia trattato di un brutto scherzo e che alcuni alunni e professori potrebbero poi essere stati suggestionati dall’intervento della polizia. Ad ogni modo le polemiche non mancheranno. In un caso, si criticherà l’efficacia dei sistemi di sicurezza nelle scuole. Nell’altro si riaprirà la questione sempre più scottante della delinquenza giovanile che, specie in alcuni quartieri di Berlino, costituisce già allarme sociale. Ad ogni modo, questa vicenda non verrà presa come uno scherzo.


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