Qui New York. Sulla Fifth Avenue
di Rich Lowry


Vivo tra la quattordicesima e Union Square e verso le nove meno un quarto ho sentito il rumore di un aereo, molto più forte di quanto avessi mai sentito a Manhattan. Ho pensato oziosamente: "Questo è il suono di cui parlano le persone quando raccontano di aver visto un incidente aereo". Due minuti dopo un amico mi ha detto di accendere la tv e ho visto una delle immagini più scottanti del decennio.

A circa mezzo isolato dal mio appartamento c'è la Fifth Avenue, dalla quale si vedono bene le Twin Towers del World Trade Center. E' strano come i disastri eccitino la gente, la entusiasmano in qualche modo; i commessi che lavorano nel negozio di verdure sotto il mio palazzo si precipitavano verso Fifht Avenue, sorridendo. Ad ogni angolo di Fifth Avenue, le persone erano immobili e guardavano e circa la metà di loro parlava al cellulare, raccontando agli amici quello che vedevano.

Le Twin Towers sembrano sempre un po' una cosa dell'altro mondo, un po' surreali come se fossero dipinte sul cielo e naturalmente l'effetto era amplificato in una maniera incredibile (e adesso è una vista che semplicemente non esiste più). Quando ho lasciato il mio appartamento era stata colpita solo una torre, piuttosto in alto. Quando sono arrivato in strada anche la seconda torre bruciava, più in basso. Le sirene ronzavano confusamente mentre un veicolo d'emergenza dopo l'altro di dirigevano giù, i conducenti a volte gridavano negli altoparlanti di levarsi di mezzo.

La strada era ostruita perché la macchine, compreso un gruppo di taxi, si erano fermate ai lati della strada, i guidatori in piedi affianco alle auto con le portiere aperte e alcuni con le radio accese ad alto volume. Un idiota aveva fermato il suo camioncino e si era seduto vicino ad un taxi per farsi fare da un amico una foto con il peggior attacco terroristico mai compiuto sulla terra americana che bruciava sullo sfondo. Mentre per radio continuavano ad arrivare le notizie di due deliberati attacchi ad entrambe le torri, si poteva vedere la reazione sui volti della gente, bocche spalancate, mani sulle bocche, le mani aggrappate ai capelli. E si poteva sentire quella sensazione di nausea sapendo che era nello stomaco di tutti.

14 settembre 2001

da National Review on line

(traduzione dall'inglese di Barbara Mennitti)