Web e Tv, concorrenza leale
di Paola Liberace

Tra le tante voci che si sono levate a commentare l'evento di venerdì sera scorso - ossia l'apparizione di Mina sul portale di Wind (www.inwind.it) - risuona quella di Aldo Grasso, che si allinea ai detrattori di questa scelta. Il fatto che Mina abbia preferito ricomparire su web anziché sul piccolo schermo, sembra a Grasso, come a molti altri, espressione di una logica troppo scopertamente commerciale. Mina si sarebbe affidata a un meccanismo sin troppo facile di "mitizzazione", preferito alla dura fatica di affrontare il pubblico ed esporsi con la propria voce, e poco altro. Casualmente, questo evento cade nello stesso momento in cui un altro grande della canzone, Lucio Dalla, ha rivolto lo sguardo al web e si è impegnato in questa direzione, addirittura diventando direttore creativo della prima e più organizzata televisione italiana via Internet, www.my-tv.it. Dalla non poteva che esprimersi favorevolmente nei confronti della scelta di Mina, osservando che il fatto di apparire per "pochi eletti" (gli utenti del portale Inwind) le permette di rimanere comunque coerente con la sua strategia di non presenza. Eppure, verrebbe voglia di dire: chi appare, appare e basta, anche se lo fa su un canale digitale invece che su uno analogico. 

Che Internet rappresenti una zona "criptata" della comunicazione, un canale di nicchia, una sorta di finestra "elitaria" sul mondo, è un mito ormai da sfatare. E' vero invece, ed eventi come questo lo confermano, che sempre di più il web allarga le maglie della sua rete, e come nel caso del Grande Fratello, si avvicina al target generalista proponendosi come concorrente, e non come opzione alternativa, alla televisione. Come la Tv, Internet ha le sue regole, i suoi "indici d'ascolto", i suoi conti in entrata e in uscita da far tornare, e quindi come la Tv mira ad attirare il grande pubblico, e sempre più grande. Ma non per questo è possibile snobbare chi ha intuito questa direzione e ha deciso di scommettere su questa potenza.

Non si tratta soltanto di abbandonare l'esilio per uno sponsor, come la accusano di fare quelli che pensano che il suo "mito" sia stato nutrito in maniera insana dalla lontananza dal pubblico. Si tratta invece della stessa sapienza che l'artista ha usato per farsi ritrarre nelle copertine dei suoi dischi: un investimento intelligente sulla forza della comunicazione. Che questo investimento stavolta sia stato destinato alla Rete è un segnale in più del fatto che sempre più spesso il web riesce dove la Tv non arriva. E su questo c'è da pensare, senza storcere il naso.

10 aprile 2001

pliberace@hotmail.com






stampa l'articolo

LINK:

NTT DoCoMo

www.nttdo
como.com/i/
index.html