Chi si rivede: il varietà italiano
di Paola Liberace


Entrambi su Rainuo, entrambi in prima serata, entrambi condotti da due professionisti del mestiere - per quanto diverse e discusse le loro vicende singole possano essere: sono tornati per dimostrare di non avere nulla da temere dai quiz miliardari, dai reality show, dai comici di grido, nulla da invidiare agli indici d'ascolto delle fiction, dei talk show e dei programmi satirici. Sono i nuovi varietà serali, "Stasera pago io" e "Passo doppio", rispettivamente nelle mani di Rosario Fiorello e di Pippo Baudo, che ripropongono un modo di fare televisione che si sarebbe detto passato, anzi trapassato.

Ma non è solo la categoria di spettacolo ad accomunare queste due scommesse televisive. Proviamo a tornare sulle loro principali caratteristiche: in tutti e due i casi al centro della scena ci sono due show man a trecentosessanta gradi; due siciliani, due uomini, dimostratisi in più occasioni in grado di reggere il palcoscenico e di sapere rispondere alle situazioni più svariate. Inoltre, tutte e due le trasmissioni sono ospitate dalla prima rete televisiva nazionale, quella che per tradizione è sempre stata la loro sede privilegiata. Fin qui, niente di diverso, sembrerebbe, dai grandi show anni Ottanta: eppure, qualcosa è cambiato, e il gradimento dei due programmi, che hanno vinto anche su esperimenti di fiction-varietà come "La casa delle beffe" di Pingitore, lo dimostra. Il fatto è che quello che rappresentarono gli stanchi "Fantastico" di qualche tempo fa, oggi è rappresentato ormai dagli immutabili salotti televisivi pieni di starlette, che si trascinano stancamente dalle serate ai pomeriggi domenicali.

E' il momento buono per tirare fuori nuovi spettacoli di qualità: Raiuno ha provato a scommettere, come si sperava, su programmi che non tentino di scimmiottare le trasmissioni concorrenti e non si rifacciano necessariamente ai format. Niente di simile si è visto di recente né sulle altre reti Rai, né tantomeno sulle televisioni commerciali, che hanno puntato su tutt'altro tipo di intrattenimento per il pubblico generalista. Fiorello e Baudo ci provano, sfruttando anche le proprie recenti esperienze (tra cui quella di "Novecento" e della sua narrazione televisiva). Ed i telespettatori che non digeriscono l'invasione dei programmi di satira, o che hanno ormai elaborato e rimosso la propria passione per Marina, aderiscono: chissà che non sia davvero il ritorno del varietà italiano.

23 gennaio 2001

pliberace@hotmail.com


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