Genitori a 40 gradi sottozero
di Tiziana Lanza
[21 nov 05]

I cartoni animati realizzano uno dei nostri sogni preferiti, quando vediamo sullo schermo cani, gatti e leoni parlare e comportarsi come esseri umani. Molto probabilmente però si tratta di un sogno. Potrebbe non essere vero amore quello che si fa strada nel luogo più impervio della terra, come invece invita a credere la locandina del bellissimo e commovente film “La Marcia dei Pinguini”. Il film sta per uscire il prossimo 18 novembre nelle sale cinematografiche italiane dopo avere spopolato negli Stati Uniti, superando ai botteghini nel mese di Luglio scorso per alcuni giorni “La Guerra dei Mondi” di Spielberg. Il film documentario dipinge i pinguini imperiali dell’Antartide come creature appassionate sempre pronte ad affrontare l’annuale e difficoltoso viaggio che li porterà a trovare il partner ideale per formare una famiglia. Alcuni biologi descrivono il loro comportamento in maniera differente, forse meno poetica ma altrettanto interessante. E biologo è anche il francese Luc Jacquet, regista del film distribuito in Italia dalla Lucky Red. Negli Usa a prestare la voce a queste straordinarie creature è Morgan Freeman. In Italia sarà Fiorello, e forse i pinguini ci appariranno più scanzonati e scherzosi. Tuttavia la storia assomiglia più a un dramma.

Per Jacquet l’Antartide, dove ha fatto spesso ricerca, è un pò casa sua. “Mi ha sempre affascinato la semplice bellezza del continente antartico”, ha detto Jacquet al National Geographic. “Ho pensato che questa potesse essere una storia grandiosa per un film: i pinguini che vivono sul filo del rasoio. Questa storia ha tutti gli elementi del dramma: amore, vita e morte”. E ha aggiunto che ha preferito raccontarla proprio come la sentiva piuttosto che descriverla da scienziato. Il regista ha anche svelato che, nonostante l’ambiente inospitale, lavorare con i pinguini è stato semplice perché hanno un comportamento prevedibile. Ogni anno, nel mese di Aprile, i pinguini iniziano una marcia di centinaia di chilometri che li porterà nel luogo adatto a riprodursi. Una volta arrivati e dopo un periodo di corteggiamento, i pinguini formano le coppie. Non si divideranno finché le uova non vengono deposte alla fine di maggio. A quel punto le femmine tornano al luogo di origine per nutrirsi, mentre i maschi proteggeranno le uova dai taglienti venti antartici, rinunciando addirittura a nutrirsi. Dopo due mesi le uova si schiudono e se le mamme non tornano in tempo per nutrire i neonati, questi moriranno. E’ davvero un viaggio estenuante e anche la più piccola difficoltà può mettere a dura prova la sopravvivenza dei piccoli.

Per un essere umano soltanto l’amore può infondere il coraggio di non mangiare per due mesi, mentre si affronta l’inverno più duro di tutto il pianeta, per proteggere gli embrioni. Soltanto l’amore può vincere i venti gelati dell’Antartide, il continente dove le temperature possono raggiungere i 40 gradi sottozero. Anche l’amore di Luc Jacquet è ben evidente nel film. Ci sono voluti 13 mesi di riprese in questo ambiente inospitale per catturare nella pellicola il ciclo vitale di questi splendidi uccelli. Ma per quanto riguarda i pinguini, le cose potrebbero stare in un altro modo. Non mangiare per così tanto tempo non è un problema, visto che il loro corpo può immagazzinare enormi quantità di cibo. Un altro biologo marino, Gerald Kooyman ha spiegato al National Geographic che a differenza di altri uccelli, i genitori pinguini trascorrono poco tempo insieme. Una volta che il piccolo è abbastanza grande da essere lasciato da solo, la coppia si divide e i due pinguini non si vedranno probabilmente mai più. E’ davvero un peccato!

Come mostrano alcune sequenze del film spesso due esemplari si accoccolano l’uno vicino all’altro, il loro becco si tocca formando una sagoma a forma di cuore. Si potrebbe immaginare che i due pinguini sono in effetti una coppia. Ma non è certo. “Se è Aprile, può più facilmente darsi che siano semplicemente due esemplari che si sono incontrati ma che poi decidono di non accoppiarsi”, ha detto Kooyman. Anche se molto probabilmente sono solo gli istinti e gli ormoni a guidare il comportamento dei pinguini, siamo grati al questo film che li dipinge simili a noi. Abbiamo bisogno di emozioni, di sentimenti e di amore. Siamo esseri umani dopo tutto.

21 novembre 2005

 

 


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