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da Ideazione luglio-agosto 2006
Difendiamo la Nato, i
pericoli non sono finiti
di MARGARET
THATCHER
[04-2006]
Signor Segretario Generale, questo
incontro si svolge poco dopo le visite del presidente Gorbaciov in Canada e
negli Stati Uniti, dove si è svolto un importante summit fra lui e il
presidente Bush. Poco prima di allora il presidente Mitterrand aveva
visitato l’urss e io sto per andarci. Una tale serie di incontri ad alto
livello fra leader occidentali e sovietici sarebbe apparso straordinario
solo un paio di anni fa. Oggi, invece, non appare insolito – è un segno di
quanti progressi abbiamo compiuto e di quanto dobbiamo essere grati alla
nato. Credo che uno dei suoi grandi architetti, il presidente Truman, abbia
dato la più semplice spiegazione della nato: «Speriamo che impedirà la terza
guerra mondiale», disse. E così è stato. Ma ha fatto molto di più. La nato è
stata senza dubbio l’alleanza di maggior successo di tutti i tempi. Ha
impedito le guerre senza mai combatterne una. Ha fermato l’avanzata del
comunismo. Ha dimostrato una unità e una fermezza senza precedenti fra i
suoi membri, raggiungendo il culmine con la decisione di schierare missili
Cruise e Pershing 2 nel 1979, nonostante le intimidazioni sovietiche. Ha
tenuto viva la speranza della libertà nei cuori di milioni di persone oltre
la Cortina di ferro e alla fine ha convinto i leader sovietici che la guerra
fredda, da loro scatenata, aveva arrecato molto più danno ai loro paesi e
alla loro causa – economicamente, politicamente e moralmente – che alle
nazioni democratiche.
[...] Nell’anno del centesimo anniversario dalla nascita del presidente
Eisenhower, rendiamo omaggio alla lealtà e alla generosità di Stati Uniti e
Canada che in tutti questi anni hanno tenuto le loro truppe in Europa. Noi
europei siamo stati fortunati ad avere alleati così. Ma naturalmente il
successo crea nuovi problemi. Finora abbiamo soprattutto dovuto difendere il
nostro stile di vita da un nemico aggressivo con un’ideologia
espansionistica. Si trattava di questioni nette. Sapevamo qual era la nostra
posizione e cosa difendevamo. Ora il panorama che eravamo abituati a vedere
guardando ad est sta cambiando radicalmente. Il comunismo è crollato e ha
perso completamente credibilità anche fra chi fa ancora finta di crederci. I
paesi dell’Europa orientale si rivolgono all’Occidente. Noi non li
consideriamo più potenziali nemici o parte di una grossa minaccia al nostro
modo di vivere. Sono amici che hanno bisogno di aiuto, che vogliono
riprendere il posto che spetta loro in Europa. Le truppe sovietiche si
stanno ritirando da quasi tutta l’Europa orientale. Politicamente la nato
non ha più una linea del fronte definita. Sul piano militare il Defence
Planning Committee ha concluso in un recente comunicato: «L’implementazione
di un Trattato sulla riduzione delle forze convenzionali in Europa (cfe)
eliminerà virtualmente qualsiasi possibilità di attacchi a sorpresa alla
nato». Non un attacco, notate bene, ma un attacco a sorpresa. Per farla
breve, la situazione è molto diversa da un anno fa. Questo non rende la nato
meno necessaria. Di fronte alle turbolenze e all’incertezza che vediamo
nell’Unione Sovietica e in alcune parti dell’Europa orientale, sarebbe folle
credere che il disarmo non possa mai diventare riarmo, che i vomeri non
possano essere rimodellati in spade o peggio.
L’Unione Sovietica ha ancora un formidabile potenziale militare e continuerà
ad essere così nel futuro prossimo. E, dall’esterno dell’Europa, potrebbero
arrivare nuove minacce alla nostra sicurezza. Dobbiamo conservare la nostra
capacità di difenderci e di agire da deterrente. Non si annulla
l’assicurazione sulla casa solo perché negli ultimi dodici mesi ci sono
stati meno furti nella propria strada. A chiunque chieda: «La nato ha un
futuro?», rispondiamo con un sonoro: «Sì». Ma questo non esclude le
possibilità di affrontare una situazione nuova, al contrario. Lo scopo del
vostro incontro e del summit della nato che si terrà a Londra il mese
prossimo, è quello di trovare il giusto equilibrio tra conservare gli
elementi essenziali della nato come è oggi e adattarla alle nuove
circostanze. Dobbiamo riflettere su come ampliare il ruolo della nato dalla
prevenzione della guerra alla costruzione della pace; dobbiamo individuare
le minacce che affronteremo in futuro e le forze e le strategie per
vincerle; e dobbiamo trovare un modo per inserire la Nato fra le varie altre
organizzazioni che gestiranno il futuro dell’Europa.
[...] Prima di tutto, dobbiamo conservare un sistema di difesa sicuro. Il
passato, in particolare l’esperienza della Lega delle Nazioni, ha dimostrato
che gli impegni e le promesse politiche da soli non possono garantire la
sicurezza. I nostri predecessori del 1919 erano degli idealisti e ci hanno
portato nel mondo dei sogni. In questo nuovo momento di svolta della storia
europea – persino più foriero di promesse del 1919 e del 1945 – non dobbiamo
commettere lo stesso errore. Sono gli eserciti e le armi che garantiscono la
sicurezza, non le belle parole.
In secondo luogo, dobbiamo continuare a gestire la difesa e la sicurezza
collettivamente. In Europa la stabilità dipende dalla coesione dei paesi
occidentali. Lasciare che la struttura integrata della nato si sgretoli
perché la minaccia militare non sembra più così acuta, sarebbe come fare un
passo indietro ai vecchi e brutti tempi della politica di potenza europea,
perseguita con la forza. Sarebbe importante per questo approccio collettivo
che una Germania unita diventasse membro a pieno titolo della nato e della
sua struttura militare integrata. Lo vogliono i cittadini di entrambe le
parti della Germania, lo vogliono i membri della nato e la maggior parte dei
paesi dell’Europa centrale e orientale. [...] In terzo luogo, gli Stati
Uniti devono mantenere la loro presenza in Europa – con armi convenzionali e
militari. Il fatto che il presidente Bush si impegni a perpetuare il ruolo
dell’America ci è davvero molto gradito. La presenza di truppe statunitensi
in Europa è essenziale per bilanciare la forza sovietica, anche dopo gli
ultimi cambiamenti, ma oltre a questo, la comunità atlantica,
l’avvicinamento fra Stati Uniti e Europa, è l’essenza della Nato. Se il
prezzo della ricostruzione dell’Europa fosse la disintegrazione della
comunità atlantica, io per prima avrei paura per il futuro. In quarto luogo,
per la nostra difesa continueranno ad essere necessarie armi nucleari in
Europa. Senza armi nucleari adeguate, moderne e stanziate in Europa, la
nostra difesa sarebbe molto meno sicura. La lezione degli ultimi
quarant’anni è che il deterrente nucleare in Europa funziona. Rimane la
migliore garanzia di difesa e sicurezza e questo vale soprattutto per chi
sarebbe sulla linea del fronte se scoppiasse una nuova guerra convenzionale.
[...] Bisogna riaffermare con forza questi principi – difesa sicura e difesa
collettiva, la connessione transatlantica e il deterrente nucleare credibile
– nel summit. Rappresentano le colonne portanti della nato, importanti per
il futuro come lo sono state per il passato, ma vi sono altre aree in cui
possiamo e dobbiamo adattare la nato alle nuove situazioni che deve
affrontare e ho identificato tre elementi militari e due politici. I tre
elementi militari sono:
Primo, bisogna aggiornare la strategia militare della Nato in modo che possa
affrontare la nuova situazione creata dal ritiro delle truppe sovietiche e
dalla prospettiva di un Accordo cfe. Ci sono molte domande che attendono
risposta. In questa situazione ha ancora senso la difesa attiva nell’Europa
centrale? O dovremo pensare in termini diversi affidandoci di più alla
mobilità, alla flessibilità e alle riserve? Un tale cambiamento avrebbe un
impatto sulla quantità di truppe che un paese come la Gran Bretagna stanzia
in Europa.
Il secondo punto militare: la nato dovrebbe darsi pensiero di possibili
minacce alla nostra sicurezza provenienti da altre direzioni? Niente
garantisce che le minacce alla nostra sicurezza si fermeranno davanti a
qualche linea immaginaria che attraversa l’Atlantico. Non molto tempo fa
alcuni di noi sono dovuti andare nel Golfo Arabo per garantirsi le forniture
di petrolio. Nel secolo a venire ricominceremo a dipendere pesantemente dal
petrolio mediorientale. Con la diffusione di armi e tecnologie militari
sofisticate in zone come il Medio Oriente, le minacce ai territori della
nato potrebbero venire dall’esterno dell’Europa. Con questo scenario,
sarebbe prudente se i paesi nato conservassero la capacità di svolgere
molteplici ruoli con truppe più flessibili e versatili.
Il terzo punto militare: dobbiamo riconsiderare l’organizzazione e la
struttura della nato. La razionalizzazione della produzione militare, con
più spazio per la concorrenza, diventerà inevitabile. Dovremo esaminare la
possibilità di rendere le forze della nato più multinazionali. Mentre
riduciamo le nostre truppe, la nato deve rimanere all’avanguardia della
nuova tecnologia militare. Ritengo che l’Iniziativa di Difesa Strategica del
presidente Reagan e la sua fermezza nel portarla avanti abbiano avuto un
ruolo importante nel determinare il diverso approccio di Mosca alcuni anni
fa.
[...] Abbiamo un grande debito con gli Stati Uniti per il loro enorme
contributo nel mantenere la pace non solo in Europa e nell’Atlantico, ma
anche nel Pacifico e in tutto il mondo. Dobbiamo fare il possibile,
individualmente e collettivamente, per difenderli e sostenerli. E, in
quest’ottica, dobbiamo dare maggior peso alla consultazione politica sui
problemi generali nell’ambito della nato, come il forum che mette insieme
Stati Uniti, Canada e Europa. In realtà mi piacerebbe che costruissimo
relazioni anche in altri campi, per esempio il commercio e la finanza, come
stiamo facendo fra la Comunità europea e gli Stati Uniti, in modo da
rafforzare, con l’avvento del nuovo millennio, la rete di interessi comuni
che legano le due parti dell’Atlantico. Il mondo cambia più velocemente
della nostra mentalità. Dobbiamo avere più immaginazione e lavorare su tele
più grandi. Ponendo maggior enfasi sul ruolo politico della nato e su
attività come il controllo delle armi, sarà più facile per l’Unione
Sovietica accettare che la nato continui ad esistere e che la Germania ne
divenga membro. E, allo stesso tempo, ci aiuterà a mantenere il consenso e
il sostegno per la nato all’interno dei nostri paesi.
[...] Signor Segretario Generale, abbandono questo incontro per recarmi a
Mosca dal presidente Gorbaciov. Il messaggio che porterò è che la Nato è in
ottima salute e continuerà ad esserlo, non come un’alleanza contro qualcuno
– la Nato non ha mai attaccato e non attaccherà mai nessuno – ma come
alleanza per la libertà, la giustizia e la democrazia, principi e valori
oggi ancora più accettati in Europa. Spero che i vostri sforzi qui e quelli
del nostro summit di luglio ci permettano di conservare il meglio del
glorioso passato della nato, assicurando, al tempo stesso, che la nostra
alleanza sarà altrettanto forte e influente nel nuovo mondo del futuro.
(Estratto dal discorso tenuto da Margaret Thatcher il 7 luglio 1990 davanti
al North Atlantic Council. Fonte:
www.margaretthatcher.org)
(Traduzione di Barbara Mennitti)



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