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  SATELLITE

La gara per l'Umts
è la sagra del
vorrei ma non posso

di Emanuela Poli

Umts: tutto deciso, o quasi. Il bando ed il disciplinare di gara che saranno stilati dall'Autorità delle Comunicazioni e dall'advisor economico sono attesi entro la fine del mese di luglio; entro il 15 settembre si concluderà la fase della licitazione privata, quella in cui gli interessati sono tenuti a presentare la loro offerta, il piano degli investimenti e quello dello sviluppo della rete; dall'inizio di ottobre partirà la gara vera e propria sulla base delle offerte economiche a partire da una base d'asta di 4mila miliardi e con rilanci da 800 miliardi; a metà novembre le licenze saranno assegnate. 

In questo sistema misto di beauty contest ed asta, un nodo resta ancora da sciogliere, quello del cosiddetto "operatore virtuale", che non dispone né di frequenze né di infrastrutture di rete ma può essere autorizzato ad offrire servizi di telefonia mobile sulla basedi accordi commerciali di roaming sulle reti degli operatori muniti di licenza. C'è chi l'operatore virtuale proprio non lo vuole - e sono naturalmente gli operatori che si preparano a spendere migliaia di miliardi per la conquista della licenza e, soprattutto, per la costruzione delle nuove reti - o lo vuole fra molti anni, almeno 8-10, quando saranno stati ammortizzati gli ingenti investimenti necessari a realizzare le reti. I concorrenti alla gara invitano quotidianamente governo e authority a definire i termini e le condizioni relative agli operatori virtuali prima dell'avvio della gare, che altrimenti, dicono, risulterebbe compromessa dall'incertezza. D'altro canto, c'è chi obietta che un aumento del numero dei fornitori del servizio Umts al di là dei cinque in possesso di licenza aumenterebbe le possibilità di scelta per i consumatori e diminuirebbe il rischio di prezzi troppo alti per i nuovi servizi. L'authority si è impegnata a definire la questione entro l'inizio di settembre, prima che parta la fase dell'asta e per ora ha lanciato sul suo sito web una consultazione pubblica, sullo stile di quelle indette dai regolatori del mondo anglosassone, per raccogliere dalle imprese interessate alle licenze le informazioni necessarie a capire quale poterebbe essere l'impatto sul loro business plan dell'entrata degli operatori virtuali.

Comunque venga definita questa importante questione ancora aperta, nell'aria c'è l'aspettativa di una gara un po' sottotono. Probabilmente il caso dell'asta inglese rimarrà un'eccezione dal punto di vista della somma incassata dallo Stato (75mila miliardi di lire). In Olanda, ad esempio, giovedì scorso, primo giorno dell'asta per l'assegnazione di cinque licenze Umts, sono state presentate offerte quasi simboliche da parte dei concorrenti, peraltro precedute da alcuni abbandoni e svariate alleanze fra operatori precedentemente concorrenti. Meno numerosi i partecipanti, meno elevato il prezzo di aggiudicazione. Potrebbe succedere anche in Italia, dove in questi ultimi giorni si stanno consolidando due grandi alleanze (da un lato la cordata Andala e dall'altra la cordata Dix.it-Atlanet) che affiancano i quattro operatori esistenti di telefonia mobile Tim, Omnitel, Wind e Blu, dati per vincitori quasi certi della gara. Cinque licenze in palio, sei concorrenti: il gioco sarà duro, ma non più di tanto e le possibilità di incassare una somma anche solo doppia rispetto ai 20 mila miliardi derivanti dalla base d'asta si assottigliano. La logica di far cassa ne uscirà un po' scornata. Dall'altro lato, se quella voleva essere la logica (peraltro non esente da critiche), non ci sarebbe forse voluto un po' più di coraggio e non adottare un sistema misto di beauty contest e asta che sa tanto di "vorrei ma non posso"?

emanuelapoli@hotmail.com

 

OLANDA
(il sito dove
si può seguire
l'asta olandese
per le licenze
Umts)

www.veilenvan
frequenties.nl

ITALIA
(le procedure
di assegnazione
delle licenze Umts)

www.agcom.it/
provv/d_388_
00_CONS.htm

OPERATORE
VIRTUALE

(la consultazione
pubblica
dell'authority)

www.agcom.it/
provv/d_400_
00_cons.htm