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  TASSE

I piccoli utenti
e le dure
leggi dell'Enel

di Simone Navarra

Non c'è attività domestica o lavorativa che non sia caratterizzata da una razione quotidiana di elettricità. Basta un click sull'interruttore della luce o sul pulsante della lavatrice. E il contatore gira, gira, gira come il mondo nella famosa canzone anni Sessanta. Dopo l'avvio della cosiddetta privatizzazione dell'Enel si disse che le tariffe sarebbero diminuite. E' successo davvero? In realtà sono aumentate le tariffe per coloro che consumano meno, grazie all'abolizione delle fasce sociali. I piccoli utenti sono la riserva di approvvigionamento della società elettrica: l'azienda Enel del resto è unica, e se da una parte - quella dei grandi utenti, delle imprese - ci può essere una perdita seppur relativa, diventa gioco forza rivalersi su chi paga, deve pagare e non pensare di fare altro. C'è poi una vera e propria forma di vessazione tariffaria che è molto diffusa. Quella sulle seconde case, cioè quei contratti a tariffa più alta che vengono stipulati quando l'utente non è residente lì dove chiede il servizio. Concepita per penalizzare la presunta ricchezza, in larga parte si tratta di utenti che avrebbero più bisogno di tariffe agevolate, perchè studenti o lavoratori fuori-sede.

Ma quali sono le cosiddette nuove regole fissate ultimamente dall'Autorità per l'energia a favore degli utenti? Sono quattro principi molto semplici. Prima legge dell'Enel. Le attivazioni e riattivazioni dell'utenza devono avvenire entro 5 giorni. Dichiarato legittimo un ritardo di 5 giorni nel fornire un servizio essenziale come l'energia elettrica. Per capire la gravità bisogna immaginarsi 5 giorni senza luce, corrrente elettrica. Bisogna dire che fino ad ora gli allacci venivano fatti in 24 ore ed era anche un motivo di vanto visto che all'estero la media è di 48. Secondo testamento. I distacchi della luce possono avvenire solo dopo la spedizione di una raccomandata di avvertimento all'utente e solo se l'inadempimento sia superiore al deposito versato al momento del contratto. Norma inutile. 

L'obbligo di avvertire prima l'utente inadempiente è previsto in Italia dal codice civile e fin dal 1942. Il deposito cauzionale di 10.000 lire viene sempre superato laddove il distacco può essere fatto solo se l'inadempimento è eguale almeno a 2 o 3 bollette. Quindi anche questa è una regola dannosa. Terzo. Il risarcimento automatico è irrisorio. La Corte Costituzionale da tempo ha stabilito che l'utente se subisce un danno dalla interruzione di un servizio pubblico non è vincolato al risarcimento automatico prefissato ma può agire in giudizio per il ristoro del danno effettivamente subito. Ultima tavola dell'Enel. Non sono previsti risarcimenti per la causa di danno più frequente: e cioè la interruzione di corrente e, soprattutto, le mininterruzioni che cancellano i testi da computer, interrompono registrazioni audio-video. E intanto il contatore continua a contare, a girare, senza sosta. Un comico genovese con la barba una volta disse: "Siamo una società fondata sull'elettricità, peccato che si abbia bisogno di una società elettrica".

sinavar@tin.it

 

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