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  GIROMANGIANDO

Testaccio partenope
nel Regno
di re Ferdinando

di Angelo Mellone 

Testaccio è il regno della vulgata gastronomia romana, forse anche più di Trastevere, quartiere ormai preda definitiva del turistume. Ma sotto "monte dei cocci", come lo chiamano gli abitanti testaccini, non odora solo di caci e pepi o di coda alla vaccinara; da anni, ormai, una delle migliori ambasciate napoletane in terra di Capitale continua ad offrire episodi gastronomici di buon livello e - lo diremo - probabilmente la pizza à la napoletana migliore di Roma. 

Al "Regno di Ferdinando", per la verità, la gente si accomoda nelle due confortevolissime - ed esteticamente degne - sale, di cui una per non fumatori (così Veronesi non scoccia), o nel piccolo spazio all'aperto, per trangugiare ottimi fritti napoletani, splendidi antipasti al buffet (parmigiana su tutti), e il catervone di primi per tutte le tasche e tutti i gusti: lingune con granchi, astici, aragoste, sfizi e sfizietti "del re" (ovvero una montagna di delizie del mare accompagnate da quel che basta di grano duro), e poi un repertorio dei "classici" della napoletanità, serviti secondo calendario settimanale. Sui secondi, carne o pesce che siano, nulla da dire per freschezza, digeribilità e fattura. Dolci napoletanissimi: tutti buoni. Carta dei vini: un po' esosa ma curata, anche descrittivamente, in modo davvero professionale.

Lo dicevamo all'inizio: qui, però però, la pizza è un piccolo capolavoro. E non comincino a lagnarsi i supporter della pizza "bassa", la qualità della pasta è difficile ritrovarla altrove. Unico neo: il prezzo, ventiseimilalire per il "magico tondo" sono davvero troppe, soprattutto se messe a paragone col resto della proposta. Però però: parentesi culinaria efficace, nulla da dire. Prezzi che oscillano tra le quaranta e le sessantamilalire.

angelomellone@hotmail.com

Al Regno di Re Ferdinando, V. di Monte Testaccio 39, Roma, tel. 06 5783725.