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Calcio
e politica.
Gli insegnamenti del
vecchio Klausewitz
di Vittorio
Mathieu
E' frequente che l'opposizione chieda le dimissioni di questo o quel personaggio della maggioranza, senza ottenerle. Per contro il capo dell'opposizione ha ottenuto le dimissioni del c.t. della Nazionale senza chiederle. Qualcosa non va. Se esistesse la carica ufficiale di capo dell'opposizione, la maggioranza chiederebbe a gran voce le dimissioni di Berlusconi: non potendolo, si limita a chiedere che abbandoni ogni attività politica e cerchi, possibilmente, di ridursi alla condizione di mendicante. Da questa lo hanno allontanato, suo malgrado, la figlia e Fedele Confalonieri. E con ciò hanno fatto nascere il conflitto di interessi: tra gli interessi di Berlusconi politico e gli interessi di Berlusconi imprenditore. Secondo le sinistre, quand'era amico del governo in carica (Craxi) Berlusconi era sull'orlo del fallimento. Ora che è nemico del governo in carica è il più ricco d'Italia. Dunque il conflitto di interessi c'è, ma bisogna vedere tra che cosa.
Tra gli interessi di Berlusconi imprenditore ci sono anche quelli di presidente del Milan. In questa veste il Cavaliere è venuto meno alla sua funzione di rappresentante dei moderati. In genere, i presidenti delle società di calcio quando si esprimono non sono moderati, ma questa volta è stato un errore perché ha dato l'impressione, sia pur falsa, si parlar male della Nazionale, quindi, della Nazione. Berlusconi non ha tenuto conto di Clausewitz: "Il calcio non è altro che la continuazione della politica con altri mezzi".
Un gran beneficio, però, Berlusconi lo ha fatto: nel giro di 36 ore ha liberato da una situazione difficile tutti gli aderenti alla Federcalcio (presidente, dirigenti, allenatori, arbitri, giocatori). Discutere il futuro di Zoff sarebbe stato penoso. Lui stesso, qualunque posizione prendesse, avrebbe dato una cattiva impressione. I pretendenti alla successione si sarebbero azzoffati. I giornalisti divisi. Così, al contrario, tutto è andato liscio. Io, però, non mi vedo Zoff di nuovo sulla poltrona di presidente della Lazio. Presidente della Juve, ad esempio, è Chiusano, ma Chiusano è un grande avvocato, non un grande portiere. Con i meriti politici che si è acquisito (più di Boniperti, più di Rivera), un seggio in Parlamento a Zoff non dovrebbe negarlo nessuno.
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