"Le idee più potenti vengono da fuori Washington". Il motto ufficiale della Reason Foundation, fondata nel 1978 a Los Angeles, non è un pretesto per rispolverare il sovrano disprezzo dei californiani nei confronti degli abitanti della East Coast. Ma un modo per sottolineare la filosofia, per così dire anti-centralista, da cui prende le mosse l'attività politica di uno dei "think tank" più attivi della destra libertarian statunitense. "C'è un muro intorno a Washinton D.C. - spiega il presidente della fondazione, Robert W. Poole Jr. - una barriera che impedisce alle nuove idee di entrare. Ma questo muro sta iniziando a crollare. E i politici cominciano a guardarsi intorno per cercare, lontano da Washington, nuove soluzioni alle sfide del prossimo secolo. Noi abbiamo le capacità necessarie per rispondere alle loro domande. E gli strumenti per comunicare all'esterno questa visione del mondo".

Il principale di questi strumenti, per la fondazione, è rappresentato dal mensile Reason, diretto dal 1989 dall'ex commentatrice del Wall Street Journal, Virginia Postrel. Sotto la sua guida, la rivista ha raggiunto una diffusione di tutto rispetto (più di 55mila copie) ed è stata due volte finalista al National Magazine Award, una sorta di Premio Oscar per i periodici statunitensi. Risultati di tutto rispetto, per un mensile con un taglio politico molto netto (il sottotitolo della rivista è "Free Minds and Free Markets": menti libere e liberi mercati), anche se non invischiata in logiche di schieramento o di partito.

"Reason - ha dichiarato tempo fa Milton Friedman, Nobel per l'economia e fondatore della scuola monetarista - è come un boccata di aria intellettuale fresca in un'atmosfera inquinata". E anche Steve Forbes, il più liberista dei candidati repubblicani alle primarie per le presidenziali del '96, è dello stesso parere. "Pubblica cose stimolanti - dice - elaborate da cervelli di prim'ordine che hanno capito come non sia possibile creare benessere senza libertà". "La vera forza di Reason - spiega Gary S. Becker, un'altro premio Nobel per l'economia - è che non si schiera semplicemente dalla parte del libero mercato, ma cerca di convincere il lettore con analisi attente e documentate". Un metodo che ha spinto anche Grover Glenn Norquist, fondatore dell'associazione Americans for Tax Reform e stratega del Gop, ad affermare che "per capire dove l'America sarà tra dieci anni, bisogna leggere Reason oggi".

Da quando è sbarcata nel Cyberspazio, poi, leggere Reason è diventato possibile per tutti. Sulla rete, naturalmente, non è disponibile la versione integrale della rivista. Ma la grande quantità di materiale a cui è possibile accedere liberamente vale, comunque, il prezzo di un collegamento Internet. Pronti per essere "scaricati" dal vostro modem, infatti, ci sono le storie di copertina, gli editoriali, le recensioni, le vignette e le interviste di ogni numero di Reason pubblicato dal gennaio '94 ad oggi. Il tutto, "governato" da un motore di ricerca interno capace di far rispamiare tempo e denaro anche al navigatore meno smaliziato.

Per offrire un sostanzioso contributo economico, insomma, basterebbero le lunghissime interviste a pensatori del calibro di Friedrich August von Hayek e Milton Friedman, o a protagonisti del dibattito politico contemporaneo come Vaclav Klaus, Ethan Nadelmann e Camille Paglia. Ma il reale valore aggiunto di Reason, almeno nel Cyberspazio, è rappresentato dal sito della fondazione. "La nostra missione - si legge nello statuto della Reason Foundation - è quella di promuovere i valori della ragione e della libertà. Noi sosteniamo l'approccio liberale classico alla ricerca della verità, attraverso la discussione razionale, la libertà di critica e il metodo scientifico. E appoggiamo il governo della legge, la proprietà privata e il governo limitato".

Una filosofia di chiara ispirazione libertarian che la fondazione traduce in atti politici concreti per mezzo dei suoi quattro centri di ricerca: educazione, ambiente, infrastrutture e privatizzazioni. Ognuno di questi dipartimenti mette a disposizione sul web un'aggiornatissima serie di documenti sugli argomenti più disparati: dal controllo del traffico aereo alla criminalità organizzata, dalle telecomunicazioni alla sanità, dalla corsa allo spazio allo smaltimento dei rifiuti solidi. Ampio spazio, infine, è dedicato alle pubblicazioni della casa editrice interna alla fondazione. Come il best-seller "Revolution at the Roots", scritto nel '95 da William D. Eggers e John O'Leary. "E' un libro - dichiara lo speaker repubblicano della Camera, Newt Gingrich - che ogni cittadino degli Stati Uniti dovrebbe possedere". Se vi sentite un po' amerikani, insomma, mettete da parte 25 dollari. Ne vale la pena.

a cura di Andrea Mancia (1998)


Torna all'indice


Visita
il sito