Newt Gingrich lo definisce "la persona con più idee tra tutte quelle con cui ho lavorato". E Rick Henderson, ex direttore della rivista libertarian Reason, parafrasando un'espressione adoperata da Franklin Delano Roosevelt a proposito di Al Smith, lo descrive come un "happy warrior against big government" (un "guerriero felice" contro lo statalismo).
Stiamo parlando di Grover Glenn Norquist, presidente e fondatore dell'associazione Americans for Tax Reform, oltre che statega e ideologo della nuova destra liberista statunitense.

Norquist, 39 anni, originario del Massachusetts, si laurea ad Harvard giovanissimo, nel 1978, e diventa uno degli attivisti più vivaci del movimento californiano anti-fisco, avvicinandosi alle posizioni del Libertarian Party di Ed Clark. All'inizio degli anni Ottanta entra a far parte dello staff di economisti dell'amministrazione Reagan, fino a quando, nel 1985, decide di fondare "Americans for Tax Reform", un'associazione che oggi ha più di 70mila sostenitori in tutti gli Stati Uniti.

L'iniziativa principale di ATR è la diffusione del cosiddetto "Taxpayer Protection Pledge" (letteralmente: impegno per la protezione del contribuente), un documento con cui i candidati, a qualsiasi carica elettiva, promettono di votare contro ogni proposta finalizzata ad un aumento delle tasse. Soltanto al Congresso, ben duecento deputati - tra cui 4 democratici - e quaranta senatori - tutti repubblicani - hanno firmato questo impegno. E ormai non possono più cambiare idea, perché ATR ha già ampiamente dimostrato di essere in grado di rovinare la vita (politicamente, s'intende) a chi rompe il patto siglato con gli elettori.

Norquist, da tempo, è al lavoro per realizzare un nuovo progetto, che lui stesso chiama "Leave-us-alone Coalition" (qualcosa tipo: la coalizione "lasciateci-in-pace"). Si tratta, in sostanza, del tentativo di compattare le diverse anime della destra americana - dai possessori di armi ai libertarian - per esprimere una candidatura "forte" alle elezioni presidenziali del 2000. "La vera linea di confine - dice Norquist - non è più tra conservatori e progressisti, ma tra chi vuole che il governo la smetta di interferire nelle vite degli individui e tutti gli altri".

Così, ogni mercoledì mattina, il "guerriero felice" convoca nel suo studio un centinaio di persone per mettere a punto una strategia di lungo periodo. Uomini della National Rifle Association, del Cato Institute, della Christian Coalition, dei Republicans for Choice e della Heritage Foundation , soprattutto, ma anche rappresentanti della UNITA, l'organizzazione anti-comunista dell'Angola, dei movimenti di centro-destra dell'Albania o del Partito Conservatore scozzese, di cui Norquist è uno dei consiglieri politici più influenti.

Lo scopo dichiarato, oltre che preparare le prime elezioni presidenziali del Terzo Millennio, è quello di arrivare a dimezzare il peso dello Stato nell'economia statunitense in venticinque anni. Un progetto ambizioso, sul quale Norquist sta anche scrivendo il libro "How and Why we Cut the Government in Half in One Generation". "Tra un quarto di secolo, quando saremo riusciti a farcela - scherza Norquist - scriverò il seguito: 'Come dimezzare il governo un'altra volta'".

Norquist è molto attivo anche nel Cyberspazio. Tanto che la sua durissima opposizione al Communication Decency Act, che vieta l'utilizzo di "linguaggio indecente" su Internet, gli è costata violente critiche da parte della destra più conservatrice. "C'è una soluzione 'privata' a questo problema che angoscia tante famiglie - spiega Norquist - Penso ai filtri software che i genitori possono installare su ogni computer per impedire ai propri bambini di visitare siti 'pericolosi'. Tra un paio d'anni, quando gli adulti si saranno abituati maggioramente a questa nuova tecnologia, forse la smetteranno di pensare che i loro figli sono in grado di aggirare qualsiasi protezione, o saranno in grado di farlo, o conoscono qualcuno in grado di farlo".

Una navigata nel sito Internet di "Americans for Tax Reform", oltre a dare la possibilità di accedere ad una grande quantità di materiale interessante, può anche essere utile per comprendere meglio il tentativo di far convivere realtà tanto diverse quanto quelle che popolano il mondo della destra americana. Per Norquist, il "collante" naturale è l'ideologia libertarian. "Essere libertarian - spiega - è la stessa cosa che essere americani. Quasi tutti, naturalmente, hanno le loro piccole deviazioni rispetto all''ortodossia'. Ma quasi tutti, in ogni caso, desiderano la libertà. Ed è un bel passo in avanti rispetto a dover vivere in Francia o in Germania". O in Italia, aggiungiamo mestamente noi.

a cura di Andrea Mancia (1998)


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